domenica, 29 luglio 2007, ore 08:31

Sono in paradiso!
Un paradiso torbido e bollente! Un paradiso non certo di angeli, ma di lussuria!
Aveva proprio ragione Ettore! Sei eccezionale con la bocca! Stupido sono stato a non fiondarmici prima…
I pompini non sono poi la roba scontata che tutti dicono. Le ragazze, uuh… A sentire loro, di bocca son tutte Messalina! Poi, al dunque…
O forse sono io. Sì, in effetti “lì” sono molto delicato e se non ci vanno piano… che dolore! Altro che piacere… Una volta il poverino qui sotto è finito tra le fauci di una con l’apparecchio ai denti… A volte credono che più stringono e più sono brave! A volte… Ma basta! Godiamoci questa ora, no?
“Dai, puttanella! Sì! Oh, sì…”
E no, eh!!! E mò questo chiccazz’è?!
Intravedo nell’oscurità un’ombra. Un’ombra nera… Una camicia oversize in fantasie africane… Due occhi bianchi come l’avorio… E d’avorio è anche il sorriso spavaldo con cui l’ambulante a cui hai fatto prima un sorriso di troppo, se ne sta lì ad ammirarti il culo… Inginocchiata nell’erba, mezza nuda, tutta intenta in quel delizioso lavoretto, immagina che capolavoro sei, vista da dietro!
E poi tu, scusa, quante te ne sei fatte provare addosso di quelle collanine e chincaglierie? A quello non gli pareva vero di infilarti le mani nei capelli, sul collo e sulle spalle! E più ti scendevano le spalline, e più tu spingevi in fuori il seno… E lui che muoveva le mani sul tuo petto…
Mani nere, grandi, su di te, biondina dolce e (semi)indifesa… Intrigantissimo!
Solo che ora, cazzo! S’è piazzato qui! Mi senti che ho perso l’abbandono al puro piacere…
A bocca piena (col boccone in bocca): “Cwhe c’è?”
“No… E’ che… Quello della bancarella…”
“Chi? Quel ragazzone tutto muscoli? Beh? T’è venuta paura di sfigurare o t’è seccato che ci facevo la scema? Mi pareva di piacerti in versione ochetta col negrone!”
“No, è che… Non ti voltare! No, no, non ti alzare! Resta così. Sarebbe un peccato privarlo dello spettacolo!”
Presa di sorpresa, non riesci a fare a meno di voltarti. Lo vedi. I vostri sguardi si incrociano… Ti alzi in piedi, le natiche nude, cerchi come protezione tra le mie braccia…
“Ma… ma… io… cosa… cosa vuoi?”
Fai per tirarti giù la sottoveste, per coprirti… Ma io ti trattengo la mano… Ti accarezzo il sedere… Ti stringo a me… E mi rivolgo a lui: “Ti piace? Prenditela!”


"ma sei impazzito?"
ma tu sorridi... "fidati di me... sarò sempre qui..."
ti rivolgi a lui... "allora? che hai deciso?"
e lui si sta già avvicinando... dal suo rigonfiamento nei pantaloni si vede che è messo molto bene... lentamente mi rilasso... ho già voglia di sentirlo... in preda al desiderio ti bacio... avida della tua bocca... inizio a strusciarmi sul tuo petto come una gattina in calore... fino a quando sento le sue mani sul mio culo... apre le chiappe... le allarga bene e tuffa la sua lingua tra i miei umori... gemo nella tua bocca... mi stringi i seni... tormenti i capezzoli... poi ti stacchi dalla mia bocca e mi sottrai alla sua lingua...
lui si alza un po' disorientato... lo guardi... guardi me... ti sorrido... sono eccitata e non più spaventata...
"ora ci divertiamo con lei..."


[continua...]
dolcebiondina
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martedì, 24 luglio 2007, ore 18:55

Mi abbandono completamente alle sensazioni della tua mano sul mio sesso... accarezzi la pelle liscia delle labbra... morbida senza peli... già umida e scivolosa... ti sento gemere vicino alle mie orecchie... il tuo respiro sul collo... la musica che va...
mi muovo un po'... sento il tuo membro duro che pulsa vicino al mio sedere... lo vorrei sentire lì adesso... mi faccio più vicina... il vestito è una sottilissima barriera tra noi... inizio a muovere il bacino lentamente... seguendo il ritmo delle tue dita sul mio clito... siamo entrambi con gli occhi chiusi assaporando il piacere dei nostri corpi... volto il viso verso di te.. le mie labbra vicino al tuo orecchio... "continua... ti prego... mi fai impazzire... fammi venire..."
ti sento irrigidirti... percepisco tutta la tensione del tuo desiderio... dai muscoli tesi delle gambe e del petto... fino al tuo cazzo contro le mie chiappe... il vestito si sposta un po'... entra nella fessura e inizio a strusciare il tuo membro contro il mio culetto.... piano... lentamente... la tua mano mi tormenta... le tue dita mi fanno tremare... la musica prosegue ma noi non la sentiamo più... sento il sangue pulsare nella testa... e tu sei eccitato quanto me... ti sento gemere piano e ansimare contro il mio collo...
poi succede... mi irrigidisco... "oh sii... sto venendo... non fermarti.." e tu continui... ancora e ancora... senti il mio corpo tremare, le tue dita si bagnano completamente dei miei umori... i miei capezzoli sembrano voler uscire dalla stoffa per quanto sono duri... con un sospiro mi abbandono sul tuo corpo... tu sei ancora eccitato... ancora di più... ti alzi mi prendi per mano e mi tiri su... "vieni.."
mi porti verso i giardinetti lì vicino... un labirinto di alberi e siepi... sono di nuovo eccitatissima all'idea di quello che succederà lì... la tua mano stringe forte la mia... hai voglia... mi vuoi da stare male e questo mi fa andare fuori di testa...
appena dietro a un albero sei su di me... famelico... mi tiri giù il vestito... mi baci affamato divorando le mie labbra e tormentando il mio seno con le tue mani... io ti stringo forte... sfilo la camicia dai pantaloni e inizio a slacciarla, facendo saltare qualche bottone... la mia lingua è sul tuo collo... sul petto... prima un capezzolo poi l'altro... non resisti oltre e spingi giu la mia testa... miinginocchio...
"succhialo"
ubbidiente ti apro i pantaloni e abbasso i boxer... finalmente lo vedo... finalmente lo prendo in mano... tu chiudi gli occhi e ti apoggi al tronco dell'albero mentre inizio a darti piacere...
inizio dalla cappella.. la lecco con la punta della lingua sfiorandola e bagnandola di saliva... sempre di più... la prendo in bocca e inizio a succhiarla... lentamente ma forte... ti sento ansimare... la mia mano ti stringe forte e inizia a muoversi su e giu sul tuo cazzo... mentre la lingua coccola la cappella... la lecca... ci gira intorno... si insinua nel buchino al centro... e poi finalmente lo prendo tutto in bocca facendolo scorrere lentamente fino in gola... tu gemi forte e mi stringi i capelli premendo il viso contro di te... inizio a succhiarlo avidamente e tu spingi per farlo entrare ancora di più... sono eccitata di nuovo e una mano si insinua tra le coscie... inizio a toccarmi mentre te lo succhio e questo mi rende ancora più avida e più ingorda...
il mondo è scomparso... siamo solo io e te e i nostri corpi... il nostro piacere... ma qualcuno ci ha visto... ci ha seguito... e ora non vuole più rimanere in ombra...
sentiamo un fruscio di foglie... qualcuno si avvicina...


[continua...]
dolcebiondina
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venerdì, 20 luglio 2007, ore 11:14

“Più importante di questo momento? Nulla! Davvero…”, lo penso. Ma alle parole che escono dalla mia bocca riesco a dare il tono della chiacchiera allegra, tra amici che si sono simpatici. Il tono che uso normalmente con te davanti a tuo marito…
“Beh, sai… Appena ti riporto all’ovile, torno a vestire i panni del serio Funzionario di polizia! Sono convocato in Prefettura. Le funzioni si supporto di COM e CCS stentano a decollare e così…”
Le parole mi si smorzano in gola. Deglutisco… Tento di non palesare il senso di ebbrezza che fa girare la testa e impastare la voce… Non per ipocrisia. Non per tirarmela. Solo perché il gioco nato tra noi (gioco di sguardi furtivi, di sfioramenti casuali, di emozioni inconfessate…) è bello così: non esplicito. Non completamente esplicito, perlomeno…
Gioco nato a casa tua, dove io entravo come amico di tuo marito…
Gioco che prosegue ora, ora che finalmente ho avuto il coraggio di invitarti qui, con la copertura del convegno a Siena…
Ma… è prensile il tuo piede, per caso? Sembra proprio che sia la tua mano a muoversi lenta sotto la tovaglia, sui pantaloni, su di me…
“Ecco… Cioè… Non mi dire che palle queste cose! E i vostri convegni allora? Già. I tuoi colleghi che ti aspettano a Siena che diranno? Non è che ti cercano a casa? No, perché… sai…”
Gulp!... le tue dita intorno al flute… lasciano scie nella condensa creata sul cristallo dal prosecco gelato… scie costellate di piccole goccioline…
Le tue unghie smaltate rigano il vetro; le sento dritte sulla pelle…
“Voglio dire… Giorgio… sì, come responsabile della ricerca… potrebbe venirlo a sapere che tu… che tu non…”
La tua mano scorre su e giù… sul flute, beato lui…
Non lo vedo solo io, ma non penso ti importi. Anzi. Credo ti piaccia… Come senz’altro ti piace che i capezzoli premano arroganti contro la stoffa leggera e che le lunghe spalline offrano agli altri commensali la visione del seno nudo, ben scoperto nella sua rotondità all’attaccatura sotto le ascelle…
Ma arriva il cameriere, che – chissà perché – ronza sempre da queste parti! “Faccio portare una porzione di capesante… Ti piacciono?”


"mmmm... sì le capesante mi piacciono molto..." mi lecco lentamente le labbra con la punta della lingua... e ti guardo... provocante... mi piace provocarti... mi piace vedere il desiderio nei tuoi occhi..
"Non preoccuparti, Giorgio non saprà nulla... e i miei colleghi sanno che avevo un pranzo di lavoro oggi, non mi cercheranno a casa..."
Il cameriere ritorna con il nostro pesce... mi ricompongo togliendo il piede dai tuoi pantaloni e infilandomi di nuovo i sandali. Ti vedo un po' deluso... ti sorrido maliziosa e iniziamo a mangiare. Buono... molto buono... ma soprattutto guardo te... cosa fai... come mi guardi... mi desideri... leggo nei tuoi occhi che non riuscirai a resistere ancora per molto...
E anch'io inizio a cedere... sento il desiderio crescere... lo sento che inizia a scendere tra le coscie e tu te ne accorgi.
Le chiavi ti cadono per terra... non sono sicura che la cosa sia molto casuale... così mentre ti chini per raccoglierle io allargo le gambe... tu vedi il mio sesso... le mie labbra lisce appena dischiuse... e in mezzo il mio succo che luccica... ti sento tirare il respiro..
Ti siedi di nuovo,ma ora c'è il fuoco nei tuoi occhi... lo stesso fuoco che leggi nei miei... ti guardo a lungo...
"Andiamo via da qui... portami in albergo da te..."
Lasci alcune banconote sul tavolo e ce ne andiamo... quasi di corsa... in mezzo agli sguardi curiosi dei presenti.. qualcuno mi guarda con desiderio... altri uomini guardano te con invidia... io ti sorrido, mentre tu mi abbracci circondando possessivamente una natica con una mano mentre mi conduci fuori dal ristorante...


Mi batte il cuore da impazzire, mentre ti conduco fuori afferrandoti la natica in un gioco che sta per esplodere di calda passione!
Ettore me l’aveva detto da tempo che sei una che ci sta! Le sue parole mi rimbombano nelle orecchie: “Ma che aspetti a fartela? Si vede lontano un miglio che te la dà subito se ci provi!”.
Io adoro il gioco erotico e così l’ho tirata in lungo, impazzendo per palpeggiamenti furtivi che non si capiva mai fino a che punto sarebbero arrivati…
La mia mano ti stringe, tu ridi e ti volti leggera verso di me… Incrociamo il cameriere che stava tornando da noi con il piatto di cuori: “Ma… Signori…”
“Non ti preoccupare! Va bene così! Ti ho messo i soldi sul tavolo…”
Tu gli lanci uno sguardo alla: “beh? Ti vorresti x caso unire a noi? Forse, un giorno…”
Io, con la mano libera, prendo dal piatto che porta in mano uno dei molluschi. Tu sei presa dai giochi di sguardi incrociati e non te ne accorgi.
Voliamo in macchina! Metto in moto. Tu ti aspetti una partenza a razzo che tarda ad arrivare…
Il tuo sguardo interrogativo…
Bella e spregiudicata come sei, sei abituata a fare degli uomini quello che vuoi. Si vede. Il fatto che io faccia qualsiasi cosa diversa dal portarti in camera mia e scoparti subito, ti disorienta. Molte si irriterebbero al tuo posto… tu sei straordinaria, invece! Ti compare sul viso un’irragionevole timore, come un’espressione smarrita…
“Ma… ma…”
Seduto al posto di guida, la mano sinistra celata tra la portiera e il fianco, che nasconde il cuore. Tu non sai cosa ho in mano e, chissà perché, lo temi…
La mia mano destra ti si avvicina, ti sfiora il collo… Tu quasi tremi… Le mie dita sulla tua gola… deglutisci… vanno oltre… ti scorrono sulla spalla destra, facendoti cadere la spallina… l’abito, scollatissimo, dalla parte destra scende ulteriormente… Ritraggo il braccio e le mie dita dal tuo braccio destro ti sfiorano il seno e risalgono sulla spalla sinistra… Ti faccio cadere anche l’altra spallina e l’abito ti scende in vita…
Il seno è nudo, illuminato dall’ultima luce della sera… passa gente…
“Che… che intenzioni hai? Portami da te… Puoi… puoi farmi… quello che vuoi!”
Io non rispondo. Porto la mano sinistra chiusa davanti al tuo petto. Il cuore ti batte così forte che ti fa sobbalzare impercettibilmente il seno… Una goccia dell’acqua del souté mi filtra tra le dita e ti cade tra i seni… apro la mano…
“Conosci i cuori?”
Scuoti la desta… Io porto l’altra mano al mollusco…
“sono bivalvi molto interessanti… Devi socchiudere le valve con le dita. Così… Infili due dita e ne estrai il piede. Così…”
L’indice e il medio che avevo infilato tra le valve, ne escono lucidi di succo oleoso e punteggiati di prezzemolo tritato, stringendo il grosso muscolo rosso che in vita serve al mollusco per scavarsi una via nella sabbia e che ora, cotto, è lungo 3 centimetri e ha la consistenza soda e soffice di una lingua…
“Guarda che meraviglia… Adoro sentirlo tra le dita… Prova tu…”
Levo la mano destra. Abbasso l’altra a coppa con dentro il cuore e lascio che la tua destra prenda il posto della mia. Guardo le tue unghie smaltate infilarsi tra le valve, uscirne stringendo il piede rosso e turgido del cuore…
La mia mano ti palpa il seno… le mie dita scivolose ti stringono e tormentano il capezzolo…
Inizi a gemere… entrambi sappiamo cosa stiano simulando le tue dita…
“Sei brava…”
“Mi… mi alleno… tutti i giorni…”
“Davvero? Mmm… che bello… Anche se scopi?”
“Mmm… Certo… Lui… lui può avermi quando vuole. Ma io… io… lo faccio sempre… Adoro farlo… Sia prima che… dopo…”
“Ooh… ma che brava…”
“E… anche durante… Sì, anche mentre mi scopa…”
Con che abilità le tue dita masturbano quel finto clito! Con che partecipazione!
Non riesco più a reggere il mollusco! Lo abbandono, ti stringo, ti bacio, ti palpo tutta!
“portami in albergo! Portami in albergo!”
Parto. Guido veloce! La tua mano è ora dove prima era il tuo piede. I pantaloni tutti unti…
“hai fretta? Com’è? Vuoi scoparmi anche tu?”
Entra della musica dal finestrino.
“Fermati! Voglio vedere chi sta cantando!”
“Ma… ma…”
“Voglio sentire un paio di canzoni!”, mi fai con aria capricciosa e infantile, mentre scendi dalla macchina e, ad alta voce tra le persone che passeggiano: “Dai, che poi scopiamo!”.
Il palco è all’aperto. Una ragazza canta Mia martini. Trovato un punto libero, io mi siedo sull’erba e tu ti accomodi tra le mie gambe, appoggiandoti di schiena al mio petto!
Ti abbraccio da dietro: “Ma quanto eri brava con quella manina…”
“Ah, sì? Ti piaceva? Oh, io adoro toccarlo! Sapessi…”
“oh, no! Ferma! Ferma! Io dicevo… prima…”
Hai un lampo negli occhi, ma non dici niente. Allora lo dico io per te: “Sei crudele a non offrire a un’altra delle ditine così abili…”
“già… è un peccato, vero?”
Una mia mano scende tra le tue cosce, che apri senza fare la minima resistenza…
“proprio un vero peccato! Non esiste cosa più bella che stare con le dita… qui…”
Trattieni il fiato… E’ la prima volta che te la tocco… Sei un lago, le labbra gonfie, il clito turgido tra le mie dita…
Ti abbandoni contro di me, la bocca aperta e gli occhi chiusi…
“E’ bello ascoltare la musica così…”

[continua...]

dolcebiondina
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martedì, 17 luglio 2007, ore 08:29

mmmm.... "ah sì? mi sembrava che mi guardasse in modo strano... interessante..." allargo un po' le gambe e i miei capezzoli si sono induriti sotto la stoffa leggera... e tu te ne accorgi...

Strusciavi piano il fondoschiena contro di me… Le mie mani che ti passavano e ripassavano dalla vita al ventre…
Da dietro, tra le tue ciocche di capelli color miele, inebriato dal tuo profumo che ora per la prima volta sento così da vicino, vedo i capezzoli premere la stoffa… Alle tue parole dette con tono volutamente vago, a quell’ “interessante…” aggiunto con un fremito nella voce, non resisto oltre e la mia mano destra ti sale tra i seni… passa dall’uno all’altro… La sinistra sente il tuo ventre tendersi… le punte delle dita si protendono in basso e incontrano, attraverso la stoffa, il soffice dei tuoi peli pubici…
“Sì?... Interessante?... Senti, senti… Sei proprio una porcellina! Al rientro a Roma, vi faccio incontrare… Tanto Giorgio non sospetta niente…”
Sulla porta del ristorante, allontani da te le mie mani con un sorriso carico di promesse…
Le spalline della tua impalpabile sottoveste sono molto lunghe; una ti è scivolata al gomito, scoprendo il seno destro quasi completamente. La stoffa è appesa al capezzolo eretto…
Apro la porta, entro e ti faccio entrare.
“Sei bellissima, dolce biondina!”


Mi sistemo la spallina ed entro... "Grazie,molto galante..."
ci sediamo uno di fronte all'altra. Ci portano due calici di prosecco ghiacciati,lentamente avvicino il bicchiere alle labbra e prima di bere sfioro il bordo con la lingua guardandoti negli occhi.
Vedo il desiderio dentro di essi... silenziosamente sfilo uno dei sandali e allungo il mio piedino (38) nudo verso di te... sfioro un polpaccio e lentamente salgo verso l'alto... fino ad arrivare alla patta dei pantaloni. Ti vedo trasalire... sei molto eccitato e il desiderio aumenta ad ogni carezza del mio piede che delicatamente si muove sul tuo membro duro e gonfio attraverso la stoffa...
"Allora dimmi... come va' il lavoro? La prossima settimana hai qualcosa di importante?"
Tu mi guardi ipnotizzato le labbra... mentre faccio scorrere la lingua su di esse e poi me le mordo tra i denti mentre una mano è posata sul flut di prosecco e due dita scorrono lente... su e giu...



foto x racc 06
[continua...]
dolcebiondina
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venerdì, 13 luglio 2007, ore 20:48

Nato come un gioco di e-mail è diventato un racconto...o quasi... grazie al mio dolce interlocutore e scrittore...


sono stato a Procida!
la conosci?

la conosco di nome ma non ci sono mai stata... ti sei divertito?

mi piacerebbe portarci te.
In sottoveste di seta, sandali infradito sottili con tacco neri con brillantini... e smalto rosa perlato sulle unghie...  sottoveste

wow... ti sei immaginato già tutto? :-)
e dove mi porteresti?

a passeggio sul lungomare!
all'ora di punta del pomeriggio...
Ma... sotto cosa porti?

Sottoveste? Sotto non ci va nulla...

Mmm… ma che bella passeggiata!
E il tuo uomo che ti crede a Siena a un convegno pallosissimo!
Ridi, ridi… ma se le mie mani si avvicinano, ti sfiorano, esplorano il tuo corpo attraverso la stoffa?

Ti lascerei fare, chiudendo gli occhi e assaporando lentamente la sensazione delle tue mani sul mio corpo... e inizierei a strusciarmi piano contro di te...

Ooh…! Incurante dei passanti?
Guarda che le mie mani… osano…
E intanto però le parole vagano altrove. Così… tanto per rendere l’atmosfera più ambigua…
“Sai che Elisa è lesbica?”, ti sussurro in un orecchio…


[continua...]
dolcebiondina
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