Te lo sto mettendo dentro!
E’ da quando frequento casa vostra, è da quando tuo marito ci ha presentati, che ho voglia di scoparti!
Te lo spingo dentro, assaporando questo momento… Stai ancora fremendo dell’ennesimo orgasmo di questa giornata di fuoco… Aperta… Disponibile ancora una volta… A disposizione del mio cazzo, finalmente…
Bau! Bau! Baubaubaubau!!!
Checazz....?
Un fottuto barboncino, venuto da chissà dove, ci saltella intorno, ti lecca una mano, lo scacci…
Bau! Bau! Bau!
Non ti fermare! Che ti frega? Scopami! Scopami, dai! Sì! Ahh, sìì… Oh.
A quell’”Oh”, che interrompe il tuo abbandono, apro gli occhi. Una bambina impietrita davanti a noi, con un guinzaglio in mano!
Senti piccola! Tra non molto inizierai a innaffiare questi cespugli, maneggiando i piselli di tutti i tuoi compagni di scuola! Per adesso, da brava, ti spiacerebbe tornartene a casa PORTANDOTI VIA QUEL CAZZO DI CAGNETTO!?
Elisa? Elisaaa!!! Dove sei?
Io… Io… qui, mamma… Sto… sto riprendendo… Fuffi…
Ci alziamo e via di corsa! Io imprecando con la cerniera a lampo che si incastra e tu tirandoti giù la sottoveste!
In macchina scoppi a ridere!
Ha, ha! Poverino… Sei proprio sfortunato!
Imbocco la superstrada per Siena.
Ma è sempre così difficile trombarti?
“Oh, no! Ma che dici?”, mi fai, caricando volutamente un’aria svampita,
“Chiedilo al nuovo commercialista di mio marito! Giorgio mi ha detto di consentirgli l’accesso a qualunque cosa. E io, da mogliettina obbediente… Subito, eh?”
Che zoccola!
Dici? Oh, beh… un pochino forse sì! Faccio male? Dici allora che l’altro ieri non avrei dovuto… Sai, era venuto il garzone del supermercato a portarmi la spesa. Era così carico, poverino! Beh, quando se ne è andato via era veramente scarico, sai?”
Siamo ormai in vista del tuo albergo.
Fermo! Fermo! Non posso mica farmi vedere così svestita!
Recuperi dal sedile posteriore il tuo tajeur, infili la gonna e ti appoggi la giacca sulle spalle. Mi dai un bacio sulla guancia.
“Allora… Beh, grazie di tutto, eh?”
“Prendilo in bocca!”
Con un sorriso, posi la borsetta, ti porti le mani ai capelli…
“Basta chiedere…”
Ti fermi i capelli con una penna, mi sbottoni i pantaloni, lo prendi in mano, lo stringi…
“Vuoi che te lo prendo in bocca?”
“Sì…”
Scendi col viso. Le tue ciocche bionde ondeggiano alla luce di un lampione… mi baci… mi lecchi… Risali di nuovo, continuando a masturbarmi e mi sussurri in un orecchio:
“Ti faccio venire in bocca?”
“Sì… se ti va…”
“Adoro farlo…”
Scendi di nuovo. E stavolta non ti fermi…
Poco dopo, ti vedo sparire nella grande porta a vetri del Centro congressi.